Descrizione
Al fine di tutelare le riserve idropotabili comunali e prevenire il rischio di un razionamento forzato della risorsa idrica durante la stagione estiva, il Sindaco Dott. Luca Giampieri ha adottato un provvedimento indifferibile e urgente. Con l'Ordinanza Sindacale n. 21 del 03-06-2026, viene introdotto il divieto tassativo di utilizzare l'acqua dell'acquedotto civico per scopi diversi da quelli essenziali.
La misura si è resa necessaria a seguito della segnalazione del gestore del Servizio Idrico Integrato, TALETE S.p.A., che ha evidenziato la criticità delle sorgenti e dei pozzi comunali a causa dell'aumento delle temperature, della scarsità di piogge e del picco dei consumi tipico del periodo estivo.
Prescrizioni e Divieti Assoluti
Con decorrenza immediata e fino al 30 settembre, su tutto il territorio del Comune di Civita Castellana è fatto divieto assoluto di utilizzare l'acqua potabile per usi diversi da quelli igienico-sanitari e alimentari.
Nello specifico, è severamente vietato:
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Irrigazione: L'innaffiamento di giardini, orti e aree di pertinenza di fabbricati sia pubblici che privati.
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Lavaggio veicoli: La pulizia di autovetture e altri mezzi di trasporto privati.
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Piscine: Il riempimento di qualsiasi tipologia di piscina privata.
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Altri usi non domestici: Qualsiasi prelievo dall'acquedotto comunale non strettamente legato all'alimentazione e all'igiene personale.
Deroghe consentite: Restano temporaneamente autorizzati i soli approvvigionamenti idrici destinati alle operazioni di soccorso (es. servizi antincendio) e alle attività di manutenzione degli spazi pubblici.
Controlli, Sanzioni e Provvedimenti Penali
L'Amministrazione Comunale dispone che il personale della Polizia Municipale, le Forze dell'Ordine e i tecnici di TALETE S.p.A. eseguano rigorosi e costanti controlli sul territorio per assicurare il rispetto dell'ordinanza.
I trasgressori andranno incontro a severe conseguenze giuridiche ed economiche:
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Sanzioni amministrative: Pagamento di una sanzione pecuniaria compresa tra € 25,00 e € 500,00 ai sensi dell'art. 7-bis del D.Lgs. 267/2000.
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Revoca delle utenze: Il mancato rispetto espone al rischio di decadenza della concessione idrica.
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Rilevanza penale: In caso di violazioni reiterate, oltre all'applicazione della sanzione massima, i responsabili saranno denunciati alla Procura della Repubblica ai sensi dell'art. 650 del Codice Penale per inosservanza dei provvedimenti dell'Autorità a tutela del pubblico interesse.
Si confida nel senso di responsabilità e nella massima collaborazione della cittadinanza per preservare un bene primario e collettivo come l'acqua potabile ed evitare disagi alla comunità.